Bottega della Canapa e il Franchising: una storia esemplare partendo da zero!

di Bottega della Canapa Staff
giovedì 15 dicembre 2011
Il franchising di Bottega della Canapa

Il progetto Franchising di Bottega della Canapa spiegato in un'intervista del 2011 per la rivista mensile Millionaire, "idee per lavorare e vivere meglio".

Bottega della Canapa e il Franchising: una storia esemplare, partendo da zero!

 

Bottega della Canapa e il FranchisingLa rivista mensile Millionaire, "idee per lavorare e vivere meglio" (questo il suo sottotitolo), nata per dispensare consigli per inventarsi un lavoro, mettersi in proprio con un investimento ridotto, mollare tutto e rifarsi una vita e legata soprattutto al franchising, ha realizzato un bellissimo servizio nel numero di Dicembre. Con la Canapa si può fare tutto. Si presta a mille usi  e ha una coltivazione poco impegnativa. In Italia il mercato è ancora di nicchia. 

 

 

Millionaire ricorda che la canapa è:

LEGALE: si può coltivare la cannabis sativa, che contiene meno dello 0,2% di THC, e la commercializzazione di prodotti senza sostanze psicoattive.

VERSATILE: si fanno cosmetici, alimentari, abbigliamento, materiali edili, plastiche…

IN CRESCITA: il mercato mondiale è in crescita da 10 anni a questa parte.

DI NICCHIA: i prodotti costano il 30% di più di quelli tradizionali.

Riguardo quest’ultimo punto, noi di Trame di Canapa vogliamo specificare che questa ‘nicchia’ si sta allargando sempre più per una presa di coscienza legata ai consumi consapevoli, alla qualità dei materiali usati e ad un bisogno crescente di attenzione verso la salute e il benessere.

Con nostra grande soddisfazione, per questo servizio sono stati contattati i nostri Giacomo e Massimiliano, cofondatori della Bottega della Canapa: riportiamo qui il testo integrale:

 

UNA STORIA ESEMPLARE

“COME ABBIAMO CREATO LA BOTTEGA DELLA CANAPA PARTENDO DA ZERO”

50mila euro, l’investimento

24 mesi, il rientro dell’investimento

200mila euro, il fatturato

Bottega della Canapa BolognaIl mercato della canapa in Italia è ancora poco conosciuto ma l’interesse è in crescita. Noi abbiamo pensato di riproporre una tradizione emiliana con nuovi occhi” spiegano Massimiliano Spinelli, 40 anni,  e Giacomo Masioli, 38 anni, di Cesena, che nel marzo 2003 hanno aperto la Bottega della Canapa, negozio su strada di prodotti in canapa.

L’idea? Gestivo un circolo equosolidale e quindi avevo già una sensibilità verso i temi ambientali. Inoltre avevamo amici all'estero che ci raccontavano la loro predilezione per questo materiale. Abbiamo così deciso di scommetterci 50mila-70mila euro per aprire il negozio” prosegue Spinelli. “È stato proprio la ‘verticalità’ dell’assortimento il volano per il successo di un’attività che, nel giro di sei mesi dopo l’apertura, è stata replicata da un secondo negozio di affiliazione.

Proponiamo alimentari, cosmeticiabbigliamento, accessori (cinture, calzini, portafogli…)scarpe e, da poco, indumenti intimi. Circa 24-36 mesi il rientro dell’investimento, a fronte di un fatturato sui 200mila euro.

Importiamo da Danimarca e Germania, che veicolano anche stoffe dall’Asia: scegliamo solo aziende con certificazioni etiche e ambientali e troviamo i prodotti recandoci a fiere europee dedicate al biologico e al naturale. Con un partner danese abbiamo la produzione e la distribuzione di abbigliamento in canapa a marchio Pacino, a sua volta certificato nel lato etico e in quello ambientale. Di produzione italiana i cosmetici, che esportiamo in Inghilterra e Germania con nostro marchio” racconta Spinelli. I prodotti più richiesti? Borse, abbigliamento e alimentari. I ricarichi sono in linea con quelli dei prodotti non ecologici e partono dal 5-10% sugli alimenti per arrivare al 30% sull’abbigliamento. “Dal primo giorno abbiamo destato interesse e a Cesena abbiamo clienti che vengono da Mantova, Ancona…Per farci conoscere, siamo partiti dai nostri vecchi contatti del circolo equosolidale. Abbiamo poi partecipato a parecchie fiere, come il Sana di Bologna e saloni stranieri. Infine, ha giocato a nostro favore la conoscenza del prodotto da parte di molti di molti consumatori romagnoli, consapevoli delle coltivazioni tradizionali locali (nel 1910 in Emilia erano coltivati 45mila ettari in canapa, cioè la metà del totale nazionale, ndr)” spiega Spinelli.

IL FRANCHISINGDue le basi dell’attività: un bacino di almeno 100mila abitanti e una location in una zona ad alta frequentazione. Circa 100mq la superficie di vendita. Sui 50mila-60mila euro l’investimento iniziale, a cui fa fronte un fatturato a regime di 150mila-200mila euro” conclude Spinelli.